Donato Di Santo

Tra Italia e America Latina

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PRIME MISSIONI POLITICHE IN HAITI
Il degrado urbano e naturale, la totale deforestazione di un territorio isolano che, attraversata la frontiera, era invece rigoglioso e lussureggiante, la fame e le epidemie, facevano il paio con la grandezza umana e il portamento aristocratico e regale dei discendenti degli artefici della seconda Repubblica delle Americhe, e della prima Repubblica nera: Haiti. Tra le innumerevoli pagine disponibili sulla storia del popolo del vudù, le più straordinariamente affascinanti, per me, sono quelle di Alejo Carpentier.Port-au-Prince. Uno dei miei primi viaggi ad Haiti, all’inizio degli anni ’90.
Era al governo il sacerdote cattolico, salesiano, Jean-Bertrand Aristide, eletto democraticamente dopo la cacciata del dittatore Douvalier figlio (baby doc), e che poi fonderà il movimento Lavalas. I tonton macoutes paiono essersi dissolti, e allo stesso tempo sono presentissimi, ovunque …mimetizzati.
Tanto che una parte dei "seguaci” (è il caso di dirlo) di Aristide rinverdiranno pratiche, come i "collari meravigliosi” (camere d’aria di pneumatici messe al collo dei nemici politici ed incendiate per l’occasione).
Prima del colpo di Stato del generale Cedras, che costringerà Aristide a fuggire, e dopo il suo ritorno (con un volo della US Army: peripezie della storia), andai più volte ad Haiti. La terza o quarta volta con una giovanissima Trinidad "Trini” Jimenez (che quasi vent’anni dopo diverrà Ministro degli Esteri nel governo spagnolo di José Luis Rodriguez Zapatero).
Gli allora due partiti della IS di Haiti, il KONAKOM e il PANPRA appoggiavano la nostra entrata nella Internazionale. I loro dirigenti sono di cultura europea, spesso con decenni di esilio in Francia: il dialogo è semplice. Del KONAKOM conoscerò bene Victor Benoit e la sua famiglia, del PANPRA Serge Gille.
Tra le personalità intellettuali più interessanti, Arnold Antonin, e la coppia Gerard Pierre-Charles e Suzy Castor. Il primo, che nell’antico esilio italiano, appoggiato dal PCI e dalla sua grande amica Dina Forti, si faceva chiamare Celesti Corbanese, era un intellettuale estroverso, vicino alla IS.
Ci siamo rivisti più volte, anche in Italia (dove ha dei figli). Memorabile il reincontro a Roma tra lui e Dina: non si vedevano dagli anni duri… A Port-au-Prince lo andavo a trovare nel suo Centro studi Petion-Bolivar, frequentato da moltissimi giovani, o a casa. Gli altri due, anche loro intellettuali, più legati alla tradizione marxista latinoamericana, alimentata dal lungo esilio in Messico.
Fondarono il Centro CRESFED e furono, successivamente, il cervello politico-culturale della versione post-Aristide de Lavalas (che da Organizzazione Politica Lavalas, si trasformerà in Organizzazione del Popolo in Lotta, mantenendo integra la sigla OPL). Dei due, mi ero affezionato soprattutto a Gerard, meno tagliente (dovrei dire, sferzante) ideologicamente, più propenso al dialogo che non all’invettiva.
In diverse occasioni organizzai loro viaggi a Roma, per riunioni e convegni (dovendo sempre inventarmi come coprire le spese: ma questa era una costante…).
Spesso li accompagnavo da Linda Bimbi, nella storica sede Via della Dogana Vecchia, loro grande amica, Segretaria generale della Fondazione internazionale "Lelio Basso”, motore dei Tribunali Russell e di ciò che venne dopo. Verso Linda e le sue straordinarie consorelle nutro una devozione ed un riconoscimento profondi.
Dopo la riunione del Comitato latinoamericano della IS del ’95, successivo al reinsediamento di Aristide, tornai a Port-au-Prince nel marzo ’96 e, grazie ai contatti di Vanna Ianni, incontrai anche l’allora Primo Ministro, Rony Smarth.
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